Oltre 7 milioni le madri bambine

Sono 7,3 milioni all’anno le ragazze sotto i 18 anni che partoriscono nel Mondo e 2 milioni circa hanno meno di 15 anni. Il 95% di queste nascite si verificano nei Paesi in via di sviluppo. Questi ed altri dati sono contenuti nel rapporto del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione  (Unfpa), denominato “Madri bambine: affrontare il dramma delle gravidanze tra adolescenti”.

Il rapporto in questione è stato esaminato in un articolo di Alessandro Graziadei pubblicato su www.unimondo.org.

“Ogni giorno 20.000 ragazze sotto i 18 anni partoriscono nei Paesi in via di sviluppo. In totale sono 7,3 milioni all’anno e di queste circa 2 milioni hanno meno di 15 anni. Se si includono tutte le gravidanze, anche quelle che non arrivano al parto, il numero è molto più alto.

La fotografia è quella del rapporto sullo stato della popolazione nel mondo 2013 del  Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione  (Unfpa) presentato in contemporanea mondiale il 30 ottobre 2013 e dal titolo ‘Madri bambine: affrontare il dramma delle gravidanze tra adolescenti’.

In Italia il rapporto è stato curato e lanciato dall’Associazione italiana donne per lo sviluppo (Aidos) che con la sua presidente Daniela Colombo ha sottolineato come ‘il corpo di una bambina non è pronto ad affrontare uno sforzo simile, così, ogni anno, muoiono 70.000 adolescenti per complicanze legate alla gravidanza. E sono circa 3,2 milioni gli aborti a rischio.

Il 95% delle nascite da madri adolescenti si verifica nei paesi in via di sviluppo, dove d’altronde si concentra l’88% di tutta la popolazione adolescente’.

Ma anche nei Paesi cosiddetti sviluppati capita alle ragazze di rimanere incinta: ci sono 680.000 adolescenti madri ogni anno, la metà delle quali negli Stati Uniti, e anche l’Italia non è esclusa dal fenomeno, come dimostra la recente gravidanza di una ragazzina di appena 11 anni che vive in un paese dell’hinterland leccese.

Tuttavia, ‘È nella maggior parte dei Paesi in via di sviluppo che le bambine e le adolescenti occupano l’ultimo gradino della scala gerarchica familiare – ha spiegato la Colombo -. Sono sfruttate per ogni sorta di lavori domestici o di attività generatrici di reddito, come ad esempio la tessitura. Spesso sono abusate sessualmente da membri della loro stessa famiglia, sono sottoposte a pratiche tradizionali quali le mutilazioni dei genitali femminili e sono costrette a matrimoni precoci e forzati in cambio del cosiddetto prezzo della sposa o di negoziati economici o motivi di sangue tra famiglie’…

‘Nonostante l’età media al momento delle nozze tenda ovunque ad innalzarsi, nei Paesi in via di sviluppo circa 100 milioni di adolescenti nel prossimo decennio saranno costrette a sposarsi prima di aver compiuto i 18 anni – ha continuato la Colombo -.

I sondaggi demografici e sanitari realizzati in 51 paesi da Macro International per conto del governo americano, dimostrano come il 56% cento delle donne di età compresa tra i 20 e 24 anni si era sposata prima di aver compiuto 20 anni, contro appena il 14% degli uomini della stessa età. Le adolescenti sposate vivono in genere nella casa della famiglia del marito, dove lavorano dalla mattina alla sera con pochissime occasioni di svago, e quasi nessuna per frequentare le proprie coetanee’.

Come se non bastasse poi la diffusione esponenziale del virus dell’Hiv è spesso un tratto caratteristico della vita di queste spose bambine, che loro finiscono per subìre perché ignare dei rischi per la propria salute, dei propri diritti, oltre che totalmente prive di tutela da parte delle istituzioni.

Anche per questo nei Centri per la salute delle donne che Aidos ha realizzato con partner locali nel Sud del mondo con la collaborazione di Unfpa, sono stati avviati dei servizi ad hoc per queste adolescenti e ragazze, con personale specializzato, counselling psicologico, legale e sociale, ma anche centri di accoglienza, spazi sicuri dove avere qualche momento di svago o di attività sportiva, corsi di formazione professionale, attività di alfabetizzazione…”.

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