Grecia, un milione al lavoro senza stipendio

In Grecia secondo un rapporto dell’istituto di previdenza sociale, nel settore privato, su 1,8 milioni di persone solo 700.000 ricevono il salario, pur se ridotto, a fine mese. Per gli altri nulla, ma continuano a lavorare per paura di perdere il posto. Questo fatto, più di molti dati, dimostra chiaramente la gravità della crisi economica che continua a colpire la Grecia e induce a ritenere che gli interventi fino ad ora imposti dall’Unione europea, e in primo luogo dalla Germania, sono stati dannosi e non hanno invece migliorato la situazione economica ed occupazionale greca. Degli insegnamenti, inoltre, da quanto avvenuto in Grecia, dovrebbero valere anche per altri Paesi europei, tra cui l’Italia. E’ stato e sarà un grande errore ricorrere a politiche economiche fortemente recessive per tentare di superare la crisi. Quelle politiche hanno aggravato la crisi, non hanno affatto contribuito a ridurne gli effetti. Sarebbero necessarie politiche economiche completamente diverse, che si rifacessero alle “ricette” che circa 100 anni fa furono proposte e in gran parte attuate da quel grande economista che può e deve essere considerato John Maynard Keynes.

Di quanto sta avvenendo in Grecia si occupa www.rassegna.it, in un articolo.

“Oltre un milione di greci, pur di non perdere il posto, continua a lavorare per mesi senza ricevere lo stipendio, mentre il tasso di disoccupazione è al picco record del 27,6%. A dirlo è l’Ispettorato del lavoro dell’Ika (il maggiore istituto di previdenza sociale greco) che, al termine di un’indagine
mirata, ha reso noto di avere scoperto che nel settore privato – su un totale di 1 milione e 800.000 dipendenti – soltanto 700.000 di essi ricevono lo stipendio, pur se ridotto, ogni fine mese.

Nel rapporto non si precisa se le aziende, ritardando il versamento degli stipendi o non pagandoli affatto, stiano approfittando della crisi economica, né viene indicato cosa si dovrebbe fare per evitare queste evidenti violazioni della normativa sul lavoro. I ritardi nel pagamento degli stipendi vanno da un minimo di tre a un massimo di 12 mesi, ma ci sono anche lavoratori che ormai temono di non essere mai più pagati e che il governo non farà nulla per difendere i loro diritti.

Dai dati dell’Ika risulta che quest’anno un milione di lavoratori greci si sono visti rifiutare dalle aziende il pagamento delle ferie e che, nonostante le norme in vigore e le multe che ogni tanto vengono inflitte ai datori di lavoro disonesti, i reclami da parte dei dipendenti sono piuttosto rari perché temono di essere licenziati e perché alle compagnie costa molto meno pagare le multe che gli stipendi degli impiegati”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: