“Io non entro”, contro le barriere architettoniche

L’associazione Luca Coscioni sta portando avanti da tempo una campagna rivolta a ridurre le barriere architettoniche che, in molti luoghi, creano ostacoli che creano ai disabili problemi di notevole rilievo. Un primo risultato di questa campagna è stata la condanna inflitta al Comune di Roma per atti discriminatori nei confronti delle  persone disabili.

In che cosa consiste questa campagna?

Lo si può apprendere leggendo una nota pubblicata sul sito dell’associazione Luca Coscioni.

“Nonostante l’attuale normativa in materia di barriere architettoniche sia in vigore dal 1989, capita ancora troppo spesso di imbattersi in edifici, pubblici e privati, in cui persistono gravi impedimenti al comodo uso degli spazi.

Accessi, ingressi, porte, pavimenti, servizi igienici, ascensori, altezze di vari elementi non fruibili per coloro i quali presentano un handicap motorio o fisico.

Spesso si dimentica di considerare che esistono anche disabilità ‘temporanee’: una gamba o un braccio ingessato, una gravidanza.

Esempi classici di barriera architettonica sono: scalini, porte strette, pendenze eccessive, spazi ridotti. Esistono poi innumerevoli casi di barriere meno evidenti, come parapetti ‘pieni’ – che impediscono la visibilità a una persona in carrozzella o di bassa statura -, banconi da bar troppo alti,
sentieri di ghiaia o a fondo dissestato.

Per menzionare poi qualche elemento di ostacolo ai non vedenti : semafori privi di segnalatore acustico, oggetti che sporgono in alto e in cui si può andare a sbattere, in quanto non rilevabili
col bastone bianco.

Esistono inoltre barriere ‘virtuali’, come siti internet non conformi agli standard di accessibilità.

Le leggi in vigore prevedono – sul fronte edilizio – che tutti gli edifici, privati e pubblici, nonché gli spazi urbani, siano progettati, costruiti o restaurati in modo da renderli accessibili ed utilizzabili anche dalle persone con problemi di mobilità.

Ciò non è però stato sufficiente, ad oggi, a garantire una reale accessibilità. La normativa attuale impone ad esempio una completa accessibilità degli spazi solo nelle parti comuni, mentre nelle
singole unità abitative non sono stati imposti particolari criteri di progettazione; per tali motivi vi sono ancora moltissimi edifici vecchi o antichi rimasti inaccessibili alle persone con ridotta mobilità, sia nelle parti comuni che all’interno delle abitazioni, ma anche edifici di ultima costruzione che continuano a presentare ostacoli per quanti presentano un qualsiasi handicap fisico (scale, porte strette, dislivelli, gradini, rampe troppo ripide ecc.).

Attualmente, per garantire una certa autonomia ai disabili, vengono utilizzati i cosiddetti ausili: elementi quali ad esempio lo scivolo di pendenza non superiore all’8%, l’ascensore, il montascale, i bastoni, la carrozzina e molti altri accorgimenti personalizzati…

L’associazione Luca Coscioni, dopo un lungo procedimento civile, è riuscita a far condannare il Comune di Roma per atti discriminatori verso le persone disabili. È solo un primo passo verso la definitiva eliminazione delle barriere architettoniche, ma col nostro aiuto puoi farne uno anche tu.

Segnalaci le strutture pubbliche e private che non si sono ancora adeguate alla normativa.

La tua segnalazione sarà pubblicata sul sito e ti contatteremo per cercare di risolvere insieme il problema.

Per informazioni scrivi a info@associazionelucascioni.it”.

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