Strage di Bologna, dopo 33 anni poche verità

La città di Bologna ha ricordato la strage della stazione del 2 agosto 1980, che costò la vita a 85 persone. Il presidente dell’associazione dei familiari delle vittime ha affermato : “Si è fatto di tutto per non far arrivare alla conoscenza di ciò che è successo”. Il ministro Delrio ha rilevato: “La verità sia la nostra ragion di Stato”.

In un articolo pubblicato su www.rassegna.it si riferisce di quanto avvenuto durante la commemorazione delle vittime della strage di Bologna.

“Bologna ha ricordato le vittime della strage della stazione del 2 agosto 1980 che costò la vita a 85 persone. E’ la ‘Giornata in memoria delle vittime di tutte le stragi’, organizzata dall’associazione dei familiari delle vittime in accordo con il Comune, alla presenza in piazza del presidente della Camera Laura Boldrini.

Le celebrazioni hanno seguito il consueto programma, con un minuto di silenzio alle 10,25 e poi i discorsi di Boldrini, del sindaco Merola e di Paolo Bolognesi, presidente dell’associazione.

Come ogni anno, però, non sono mancate le polemiche. Le parole del consigliere regionale del Pdl Fabio Filippi sono state in controtendenza rispetto a quelle di Bolognesi: ‘Da anni, alla commemorazione si è continuato a parlare di strage di Stato o di strage fascista. Personalmente, alla luce delle inchieste condotte dalla magistratura e delle ricerche dagli storici, ritengo che non vi siano elementi significativi per accreditare entrambe le tesi. Il problema è che fattori ideologici hanno portato Bolognesi a politicizzare la ricerca di una verità precostituita’.

La reazione del presidente dell’associazione non si è fatta attendere: ‘Filippi è un ignorante, nel senso che ignora quel che è successo a me, come parente di una vittima e ignora il contenuto delle sentenze. Disonora l’Assemblea regionale che dovrebbe censuralo’.

I depistaggi hanno creato ‘danni atroci alle inchieste’ ed è per questo che è così importante il disegno di legge presentato per chiedere l’istituzione del reato di depistaggio proposto nei giorni scorsi .

Il tema occupa uno dei passaggi del discorso pronunciato da Bolognesi nella sala del Consiglio comunale di Palazzo d’Accursio.

‘Gli organi dello Stato hanno fatto di tutto per non far arrivare alla verità, causando atroci danni alle inchieste. Questa legge potrà essere uno strumento anche per i magistrati per mettere un freno a comportamenti scorretti e indegni di funzionari e uomini dello Stato’.

‘Non c’è democrazia senza verità e giustizia e la ragion di stato di questo governo deve essere la verità’, ha detto, in un passaggio del suo intervento, il ministro per gli Affari Regionali, Graziano Delrio.

Rivolgendosi ai familiari delle vittime nella sala del consiglio comunale, Delrio ha poi aggiunto che ‘resta aperta, grande come una montagna, la domanda sui mandanti, la domanda più oscura ma, non per questo, si deve rinunciare’ a cercare la verità.

A giudizio di Delrio, ancora, ‘la strada della verità dei fatti va sempre percorsa fino in fondo: non dobbiamo aver paura della verità – ha concluso – perché la verità ci rende liberi’”.

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