La stampa italiana in ginocchio

Secondo uno studio della Fieg “La stampa in Italia 2010-2012” lo scorso anno è stato il peggiore degli ultimi venti per la pubblicità, con bilanci in picchiata e occupazione in forte flessione. Il web è stato l’unico mezzo su cui cresce la pubblicità, ma non basta ancora.

In un articolo pubblicato su www.rassegna.it i contenuti principali dello studio in questione.

“Pubblicità in picchiata, emorragia di posti di lavoro e trasformazioni epocali non ancora compiute. L’editoria italiana è in grossa sofferenza e la politica latita.

Questa, in sostanza, la situazione in atto secondo lo studio della Fieg ‘La Stampa in Italia 2010-2012’.

Congiuntura economica negativa, evoluzione tecnologica e limiti strutturali sono i fattori che contribuiscono alla pesante crisi che attraversa l’editoria quotidiana e periodica nel Belpaese. Il 2012 è il quinto anno consecutivo che si chiude con dati negativi. Calano ricavi, pubblicità, copie vendute e per la prima volta anche i lettori. Solo da Internet arriva qualche segnale positivo, pur insufficiente a colmare i dati negativi dei comparti tradizionali.

E’ dal 2001 – con l’unica eccezione del 2006 – che il numero delle copie vendute di quotidiani è in costante flessione. La flessione si è accentuata a partire dal 2008, parallelamente all’insorgere della crisi.

Nel 2012 il calo delle vendite è stato del 6,6% (da 4,272 a 3,990 milioni di copie). In cinque anni, dal 2007, i quotidiani hanno perso oltre 1,150 milioni di copie (-22%).

Nel 2012 i settimanali hanno perso il 6,4% delle copie (da 10,928 a 10,225 milioni), i mensili l’8,9% (da 10,448 a 9,515 milioni).

Nel 2012, poi, diminuiscono per la prima volta i lettori. L’ultima rilevazione Audipress indica in 21,005 milioni le persone che ogni giorno leggono un quotidiano, con un calo rispetto al 2012 del 14,8%.

L’occupazione giornalistica e quella poligrafica sono in forte flessione.

I giornalisti nel 2011 e nel 2012 sono diminuiti nel complesso, rispettivamente, dell’1,4% e del 4,2%%. Nel 2012 nei quotidiani sono diminuiti del 4,6% (da 6.393 a 6.101 unità), nei periodici dell’1,4% (da 2.912 a 2.872 unità), nelle agenzie di stampa del 9,6% (da 1.034 a 935 unità).

Nel 2011 e nel 2012, i poligrafici sono diminuiti, rispettivamente, del 5,6% e del 6,7%. Nel 2013 l’ulteriore contrazione del 2,2% ha portato il numero dei poligrafici occupati per la prima volta al di sotto della soglia delle 5.000 unità.

I risultati dei bilanci delle imprese editrici di quotidiani, che già nel corso del 2011 erano stati caratterizzati da un andamento negativo, hanno subìto nel 2012 un ulteriore peggioramento. Il calo dei ricavi è del 9% per i quotidiani e del 9,5% per i periodici e si registra il dimezzamento dell’utile di esercizio dei quotidiani, da 92,8 a 42,3 milioni di euro.

Il 2012 è stato il peggiore anno degli ultimi venti per la pubblicità: per la prima volta dal 2003 si è scesi al di sotto della soglia degli 8 miliardi di euro a prezzi correnti, con un calo del 14,3% rispetto al 2011.

Soffre soprattutto la stampa: per i quotidiani -17,6%, per i periodici -18,4%. Calano anche gli investimenti sulla tv, ma in maniera meno pesante con una accentuazione dello storico squilibrio del mercato. Nel primo trimestre 2013 si aggrava la crisi del mercato pubblicitario in generale (-18,9%) e degli investimenti sulla stampa in particolare (periodici -22,3%, quotidiani -26,1%).

Il web è l’unico mezzo in cui cresce la pubblicità nel 2012 (+5,3%, da 631 a 664 milioni di euro). I ricavi da editoria online sono in costante crescita e nei gruppi di maggiori dimensioni la loro incidenza sul fatturato complessivo ha superato la soglia del 5,5%.

Le prime rilevazioni della diffusione delle copie digitali di quotidiani e periodici mostrano una vendita di copie digitali già significativa, di oltre 185.000 copie al giorno.

‘La politica ha praticato una troppo lunga latitanza’ ha detto il presidente Fieg Giulio Anselmi, invocando ‘una ridefinizione complessiva delle forme di sostegno all’editoria, spostando risorse dai soggetti a i progetti, dai contributi agli incentivi’. Anselmi ha infine chiesto ‘rapidità di intervento’, anche riprendendo il disegno di legge Levi”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: