Salvare il film italiano

Numerosi artisti e il sindacato della comunicazione aderente alla Cgil hanno lanciato un appello al governo affinchè il governo italiano si attivi, presso il Parlamento europeo, a tutela della produzione cinematografica e del mercato europeo contro il monopolio Usa, che il prossimo 14 giugno potrebbe prendere una decisione che penalizzerebbe fortemente i film prodotti nei diversi paesi europei nei confronti di quelli statunitensi.

In un articolo pubblicato su www.rassegna.it si possono individuare i motivi dell’appello.

“Artisti e sindacato chiedono all’esecutivo Letta di prendere una posizione chiara, a tutela della produzione e del mercato europeo contro il monopolio Usa con il voto a Strasburgo del 14 giugno.

In prima fila il Slc Cgil, Marco Risi ed Ettore Scola, Gabriele Salvatores, Paolo Sorrentino e Giuseppe Tornatore, Carlo Verdone e Paolo Virzì, ma poi anche Marco Bellocchio, Gianni Amelio, Roberto Benigni, Nicoletta Braschi, Liliana Cavani e tantissimi altri.

Questi i nomi tra i più noti e popolari tra le firme di attori, registi, autori e artisti che hanno sottoscritto la lettera-appello al presidente del Consiglio, Enrico Letta e al suo governo promossa dalla coalizione ‘Abbracciamo la cultura’, per chiedere l’esclusione della cultura e dell’audiovisivo dalle linee direttrici per il mercato unico tra Europa e Stati Uniti che dovrebbero essere formalizzate nella seduta del Parlamento europeo a Strasburgo il 14 giugno prossimo.

E’ quanto si legge sul sito ufficiale della Cgil.

Senza questa ‘eccezione culturale’, richiesta da artisti italiani, sindacati (in prima fila il sindacato della comunicazione, il Slc Cgil) ed associazioni di settore, le grandi aziende americane che tentano di monopolizzare la distribuzione di contenuti avranno mano libera e potranno invadere ancora di  più i mercati europei, che – secondo i firmatari dell’appello – ‘non possono competere ad armi pari con chi ha di fatto il monopolio dei servizi online e può utilizzare la lingua più diffusa del mondo’.

Gli artisti e il sindacato italiano, infine, chiedono al governo di prendere una posizione chiara a tutela della produzione e del mercato europeo con il voto a Strasburgo del 14 giugno affinché l’eccezione culturale non venga cancellata per sempre”.

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