Scuola, la “strage” dei precari

Secondo l’Anief, un’associazione sindacale dei docenti, in 6 anni sono stati cancellati, nella scuola italiana, 200.000 posti di insegnanti precari e personale Ata (amministrativo tecnico ausiliario). Ciò è avvenuto in seguito ai forti tagli che hanno contraddistinto, negli ultimi anni, i finanziamenti pubblici alla scuola.

In un articolo pubblicato su www.rassegna.it sono contenute le considerazioni svolte dall’Anief.

“Nell’arco di sei anni sono stati “cancellati” 200mila posti di docenti precari e personale Ata. E’ l’allarme che arriva dall’Anief, l’associazione sindacale professionale.

Una scomparsa dovuta ‘alle riforme avvenute negli ultimi anni – si legge – : dal libro bianco, ai regolamenti della Gelmini della legge 133/08, alla legge 111/11 di Tremonti sul nuovo dimensionamento dichiarato incostituzionale. Per la Ragioneria dello Stato la maggior parte dei tagli è stata concentrata negli ultimi due anni’.

La conferma arriva dai tecnici del Tesoro, prosegue l’Anief.

‘La riduzione avvenuta tra il 2008 e il 2013 di 4.000 scuole autonome su 12.000 (con la scomparsa di altrettanti posti di dirigenti scolastici, direttori amministrativi), la riduzione del 35% del personale Ata e di 4 ore del tempo scuola settimanale degli studenti in ogni ordine e grado, l’introduzione del maestro unico e l’eliminazione dell’insegnante specialistico di lingua inglese (con la caduta dei livelli di apprendimento degli alunni dal 2° al 32° posto nei rapporti Pirls – Progress in international reading literacy study -), il tetto sugli insegnanti di sostegno (dichiarato incostituzionale nel 2010), l’innalzamento di un punto percentuale del rapporto alunni/docenti hanno peggiorato il servizio scolastico, aumentato la dispersione e peggiorato i
livelli di apprendimento dei nostri studenti, mortificando le aspettative maturate dai 200.000 precari formati dallo Stato per insegnare e lasciate nel limbo delle graduatorie ad esaurimento’.

Solo di recente, dopo i ricorso seriali nei tribunali del lavoro per la violazione della direttiva europea 1999/70/CE in tema di stabilizzazione, fa notare il sindacato, ‘il governo ha sbloccato migliaia di immissioni in ruolo senza, però, smettere di discriminare i supplenti, ai quali continua a non riconoscere gli scatti stipendiali di anzianità’.

Per il presidente, Marcello Pacifico, i dati ‘ci confermano che le riforme approvate negli ultimi anni sulla scuola sono state dettate soltanto da esigenze di risparmi senza alcun progetto pedagogico. È arrivato il momento di cancellarle in questa legislatura’, aggiunge”.

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