Stop alla corruzione

“Riparte il futuro”. Così si chiama la nuova campagna promossa da Libera insieme al gruppo Abele, con la quale si vuole tenere alta l’attenzione di tutti sulla corruzione e i suoi effetti. Nell’ambito di questa campagna è stata lanciata una petizione, rivolta a tutti i candidati alle prossime elezioni politiche.

Perché questa nuova campagna?

Viene spiegato in una nota del gruppo Abele.

“Due anni fa Libera e Avviso Pubblico hanno lanciato la campagna ‘Corrotti’. Risultato: un milione e duecentomila firme raccolte.

Chiedevamo il miglioramento della normativa italiana, per colpire un crimine che distrugge economia, società e speranze: la corruzione.

Oggi il nostro Paese ha una nuova legge in merito, ma è insufficiente.

C’è bisogno di colpire più in profondità questo male, a partire dall’impegno di ciascuno per chiedere maggiore trasparenza al mondo politico e proseguire nel processo di riforma legislativa”.

Il testo della petizione è il seguente:

“La corruzione è uno dei motivi principali per cui il futuro dell’Italia è bloccato nell’incertezza. Pochi in Europa vivono il problema in maniera così acuta (ci seguono solo Grecia e Bulgaria). Si tratta di un male profondo, fra le cause della disoccupazione, della crisi economica, dei disservizi del settore pubblico, degli sprechi e delle ineguaglianze sociali.

Il prossimo 24 e 25 febbraio verremo chiamati a eleggere i nostri rappresentanti in Parlamento. È il momento di chiedere che la trasparenza diventi una condizione e non una concessione, esercitando il nostro diritto di conoscere.

Per questo domandiamo adesso, a tutti i candidati, indipendentemente dal colore politico, di sottoscrivere 5 impegni stringenti contro la corruzione. Serviranno per potenziare la legge anticorruzione nei primi cento giorni di legislatura e per rendere trasparenti le candidature.

Con questa petizione chiediamo a tutti candidati di:

– inserire nella propria campagna elettorale la promessa di continuare il rafforzamento della legge anticorruzione iniziato con la riforma del novembre 2012. Concretamente, chiediamo sia modificata la norma sullo scambio elettorale politico-mafioso (416 ter) entro i primi cento giorni di attività parlamentare, con l’aggiunta della voce “altra utilità”

– pubblicare il proprio Curriculum Vitae con indicati tutti gli incarichi professionali ricoperti

– dichiarare la propria situazione giudiziaria e quindi eventuali procedimenti penali e civili in corso e/o passati in giudicato

– pubblicare la propria condizione patrimoniale e reddituale

– dichiarare potenziali conflitti di interesse personali e mediati, ovvero riguardanti congiunti e familiari

Grazie alla sottoscrizione di questi impegni si potrà sapere davvero quali candidati saranno disposti a lottare in Parlamento contro la corruzione”.

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