I fedeli diminuiscono e gli atei aumentano

I fedeli diminuiscono e gli atei aumentano. Questa è la principale conclusione di uno studio realizzato dal Pew Research Center e analizzato in un articolo pubblicato su www.giornalettismo.com.

“I senza Dio avanzano, i fedeli diminuiscono.

Si chiama ‘The Global Religious Landscape’ lo studio con il quale il Pew Research Center ha radunato e organizzato i dati provenienti da oltre 2.500 fonti in quasi tutti i paesi del mondo. Non dice niente sulle tendenze in corso, ma è il primo che tenta una fotografia delle credenze degli abitanti della Terra basandosi su un congruo numero di dati.

I cristiani nelle loro varie declinazioni sono il gruppo più numeroso, con circa 2.2 miliardi di persone e il 32% circa della popolazione mondiale. Seguono i musulmani con 1,6 miliardi e circa il 23% e subito dopo gli atei, con un robusto 16%. Giù dal podio poi ci sono gli Indù al 15%, i buddhisti al 7%, i praticanti di religioni tribali o popolari d’origine extra-europea sono il 6%, mentre le fedi ‘minori’ (scintoisti, taoisti, wicca, zoroastriani e altri) non arrivano tutti insieme al 15. Gli ebrei con 14 milioni di fedeli chiudono la classifica allo 0.2% della popolazione.

Gli atei hanno quindi raggiunto i cattolici, che contano circa per la metà dei cristiani, e pesano quindi come tutti i seguaci del Papa di Roma, anche se non sembrerebbe. La maggior parte degli atei vive in Asia, la maggioranza dei quali in Cina, ma stanno aumentando ovunque, come hanno testimoniato studi più circoscritti che di recente hanno rilevato un’avanzata dell’ateismo anche in Europa e negli Stati Uniti, dov’è sempre più diffuso.

Una buona notizia in prospettiva, gli atei non sono organizzati in chiese e generalmente sono del tutto indifferenti alla religione del vicino, che troppo spesso ancora oggi nel ventunesimo secolo rappresenta condizione sufficiente per innescare sanguinosi conflitti e faide secolari.

Un brutta notizia paradossalmente proprio per gli atei, che in questi numeri possono misurare la distanza tra il loro peso statistico e la loro rappresentazione mediatica e politica, che è saldamente nelle mani di politici e media dominati da persone afferenti ai cleri o alle religioni.

Resta un dato comunque clamoroso, perché l’ateismo fino a oggi era ‘pesato’ con percentuali molto più basse, il nuovo dato e l’indubbio espandersi del fenomeno invece annunciano una ripresa del rifiuto delle religioni che sembrava aver avuto un freno dopo il crollo dell’Unione Sovietica, da quando si è assistito a una restaurazione cristiana nei paesi del Patto di Varsavia alla quale altrove si è affiancata la ripresa dell’islamismo radicale.

Nonostante tutto gli atei hanno continuato a crescere e ora l’ateismo è la terza ‘religione’ al mondo, capace di erodere lo spazio delle religioni anche là dove proposte datate come quella cattolica stanno soccombendo di fronte all’avanzata dei culti protestanti.

Sembra infatti che il settarismo e le guerre tra i culti alimentino l’appeal dell’ateismo, che se non altro in molti paesi, almeno dove non è criminalizzato, rappresenta lo strumento perfetto per sottrarsi alle guerre di religione e alle pretese di cleri sempre più retrogradi e sempre più inclini a farsi bastione contro la modernità in difesa delle rispettive superstizioni”.

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