Le carceri scoppiano

Il sovraffollamento rappresenta uno dei problemi più importanti che contraddistinguono le carceri italiane. E’ quanto emerge dal IX rapporto sulle condizioni di detenzione dell’associazione Antigone.

I contenuti del rapporto vengono esaminati in un articolo pubblicato su www.quotidiano.net.

“L’Italia resta il paese con le carceri più sovraffollate nell’Unione Europea: il nostro tasso di affollamento è oggi infatti del 142,5% (oltre 140 detenuti ogni 100 posti: la media europea è del 99,6%).

Al 31 ottobre infatti la capienza regolamentare complessiva dei 206 istituti penitenziari è di 46.795 posti, a fronte di una presenza di 66.685 detenuti. E’ quanto emerge dal IX rapporto sulle condizioni di detenzione senza dignità dell’associazione Antigone, presentato a Roma. Le regioni più affollate sono Liguria (176,8%), Puglia (176,5%) e Veneto (164,1%). Le meno affollate Abruzzo (121,8%), Sardegna (105,5%) e Basilicata (103%).

Il 41,2% dei detenuti in Italia ha meno di 35 anni: ‘Non ci sono dati nazionali affidabili, ma nelle carceri toscane sono malati il 73% dei detenuti, e non c`è motivo di ritenere che altrove le cose stiano in modo diverso’. Le patologie più comuni sono i disturbi psichici (26,1%), seguiti dalle malattie dell`apparato digerente (19,3%) e da malattie infettive e parassitarie (12,5%).

Per Antigone ‘un dato ancora più inquietante fornito da questa ricerca è quello relativo agli atti di autolesionismo o ai tentati suicidi registrati nella storia clinica dei detenuti oggetto della rilevazione. Tra costoro il 33,2% avrebbe posto in essere atti autolesivi ed addirittura il 12,3% avrebbe tentato il suicidio’…

‘La legge n. 199 del 2010 – ricorda Antigone – prevedeva la possibilità di scontare l`ultimo anno di pena in detenzione domiciliare, misura poi estesa con il decreto del dicembre 2011 a 18 mesi. Al 31/10/2012 hanno beneficiato di questa possibilità 8.267 detenuti. Tra costoro 539 donne (il 6,5%) e 2.283 stranieri (il 26,7%).

Il numero sembra significativo, ma è in parte un abbaglio. Si tratta anzitutto di un dato di flusso, e non statico, che va dunque messo in relazione non con il numero dei detenuti presenti, ma con quello dei detenuti usciti dal carcere dall`entrata in vigore della legge, verosimilmente oltre 140.000. Una piccola cosa dunque’.

I 66.685 detenuti nelle nostre carceri al 31 ottobre 2012 sono per lo più uomini (le donne, 2.857, rappresentano solo il 4,2% delle presenze) e italiani (provenienti soprattutto da Campania 26,3%, Sicilia 17,9%, Puglia 10,5%, Calabria 8,6%, Lombardia 7,3% e Lazio 6,5%), ma gli stranieri, 23.789, rappresentano comunque il 35,6% dei detenuti, una percentuale, stabile ormai da tempo, anche questa con pochi paragoni in Europa.

Le nazionalità più rappresentate degli stranieri sono quella marocchina (19,4%), romena (15,3%), tunisina (12,7%), albanese (11,9%) e nigeriana (4,4%). Le percentuali più alte di stranieri tra i detenuti si registrano in Trentino Alto Adige (69,9%), Valle d’Aosta (68,9%) e Veneto (59,1%). Le più basse in Basilicata (12,3%), Campania (12,1%) e Molise (11,8%).

Tra i detenuti che al 30 giugno avevano almeno una condanna definitiva, il 26,5% (10.296 persone) aveva un residuo pena inferiore all’anno, 18.090 (il 46,6%) inferiore ai due anni e 23.596 (il 60,8%), inferiore ai tre anni. Suggerisce Antigone: ‘Se con un’azione normativa si facessero uscire quelli che devono scontare meno di tre anni di pena le carceri tornerebbero nella legalità contabile e costituzionale’.

‘Il numero delle persone con un residuo pena inferiore all’anno – continua Antigone – è peraltro uno degli indici dell’insuccesso della legge n. 199. Al momento della sua entrata in vigore erano 11.224, il 29,9% dei condannati e solo mille in più di oggi. Gli ergastolani al 31/20/2012 erano 1.567. Alla fine del 2005 erano 1.224’.

I reati più diffusi tra i detenuti in Italia sono quelli contro il patrimonio, subito seguiti da quelli previsti dal Testo Unico sugli stupefacenti, ed infine da quelli contro la persona. Se si guarda però ai soli detenuti stranieri, le prime due posizioni si invertono, ed i reati maggiormente diffusi diventano quelli previsti dalla legge sulle droghe. In base agli ultimi dati del Consiglio d’Europa erano condannati per aver violato la legge sulle droghe in Italia il 38,4% dei detenuti. In Francia questa percentuale era del 14,1%, in Germania del 14,8, in Spagna del 28% ed in Inghilterra e Galles del 15,6%.

Delle 66.685 persone detenute al 31 ottobre, 26.804 (il 40,1%) non sconta una condanna definitiva ma è in carcere in custodia cautelare: ‘Nonostante vi sia una decrescita rispetto al 2011 – dice l’associazione Antigone – in base ai dati pubblicati dal Consiglio d’Europa nel marzo 2012 questa percentuale è del 23,7% in Francia, del 15,3% in Germania, del 19,3% in Spagna e del 15,3% in Inghilterra e Galles. La media dei paesi del Consiglio d’Europa è del 28,5% e questo dato rappresenta certamente l’anomalia maggiore del nostro sistema’”.

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