Consumare meno consumare meglio

Dal 23 al 26 agosto si terrà a Fanano, sull’Appennino modenese, l’incontro nazionale delle famiglie aderenti alla campagna “Bilanci di Giustizia”. Il tema di quest’anno sarà “Vogliamo crescere decrescendo”.

In una nota pubblicata su www.altraeconomia.it ci si occupa dei contenuti dell’incontro.

Giunta al suo diciannovesimo anno di età, la campagna mostra che un diverso stile di vita è possibile e assolutamente necessario, anche alla luce della grave crisi economica che attraversiamo.

Infatti dopo i precedenti incontri in cui sono stati approfonditi temi concreti, quali il consumo sostenibile, l’acqua, la finanza, l’energia, il lavoro, la politica e la Costituzione, quest’anno i “bilancisti” vogliono dimostrare che a loro questa crisi non mette paura, perché hanno tutti gli strumenti per affrontarla e superarla.

“In questo tempo di profonda trasformazione economica e culturale – ha affermato il loro coordinatore nazionale, don Gianni Fazzini – un migliaio di famiglie ‘bilanciste’ hanno attuato, nei 36 gruppi locali sparsi in tutta la penisola, percorsi di revisione dei consumi inseriti nelle diverse realtà territoriali.

Questi percorsi hanno in comune la metodica revisione del bilancio familiare attuata innanzitutto in famiglia e condivisa e confrontata poi mensilmente nel gruppo locale.

La riproposta dell’autoproduzione, in tutti i campi del quotidiano, il reinserirsi nei ritmi naturali, la ricostruzione del tessuto sociale a partire da iniziative locali, sono alcune delle piste di ricerca maggiormente sperimentate…

L’incontro di Fanano sarà per noi lo spazio per condividere ciò che si sta vivendo e per prendere consapevolezza del valore esistenziale e politico di questo movimento unico in Europa”.

Ospiti e relatori dell’incontro, che avranno anche il compito di stimolare la discussione, saranno: Emanuela D’Angelo (coautrice del libro “Gli alberi non crescono fino al cielo”), Maurizio Pallante del movimento per la decrescita, Francuccio Gesualdi del Centro nuovo modello di sviluppo di Vecchiano (Pisa) e un rappresentante di Sbilanciamoci, Antonella Valer, insegnante di economia e diritto presso le scuole superiori, nonché storica aderente alla campagna, relazionerà sul recente simposio organizzato dal Wuppertal Institute dal titolo: “L’economia della sufficienza: ciò che manca all’agenda di Rio”.

Visitando il sito www.bilancidigiustizia.it si possono acquisire maggiori informazioni relativamente alla campagna esaminata.

L’obiettivo principale è sperimentare, con un consistente numero di nuclei familiari, le possibilità di “spostamento” da consumi dannosi per la salute, per l’ambiente e per le popolazioni del Sud del mondo, a prodotti più sani, che non incidono in modo irreparabile sulle risorse naturali e che riducono i meccanismi di sfruttamento nelle regioni sottosviluppate.

Come suo strumento fondamentale la campagna ha scelto i bilanci mensili nei quali ogni famiglia deve indicare i suoi consumi “normali” e i suoi obiettivi di sostituzione di un prodotto considerato dannoso con un altro meno dannoso o valutato in termini positivi.

Prodotti del commercio equo e solidale, detersivi biologici, uso delle biciclette al posto dell’auto, acquisto di elettrodomestici a basso consumo energetico e che non usano i Cfc responsabili del “buco” nell’ozono sono solo alcuni degli esempi di “spostamenti” possibili e che in realtà possono non modificare i nostri livelli dei consumi.

In altri casi, peraltro, una attenta analisi dei prodotti può far emergere rapporti tra prezzi e calorie e tra costi e rischi che spingono anche a ridurre i consumi, tenendo presente che siamo tutti sovralimentati (e soffriamo delle malattie causate dal cibo in eccesso) e che è ormai evidente che una diminuzione dell’uso delle auto (e quindi del relativo inquinamento dell’aria) del 20% costituirebbe in realtà un miglioramento della nostra qualità della vita..

La campagna fu lanciata dai “Beati i Costruttori di Pace”, in occasione del quinto raduno del movimento tenutosi a Verona il 19 settembre 1993.

Ad oggi le famiglie impegnate sono più di 1200.

La campagna “Bilanci di giustizia” mi sembra un esperimento interessante e che dovrebbe estendersi. Certamente non potrà che rimanere un’esperienza minoritaria. Presenta senza dubbio i suoi limiti. Stupisce, però, che sia poco conosciuta. I mass media dovrebbero occuparsene molto di più per consentire, fra l’altro, a quanti ritenessero validi gli obiettivi che si propone, di aderire.

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