Non esiste solo la famiglia tradizionale

Secondo la Chiesa cattolica esiste un solo modello di famiglia, che si cerca di imporre a tutti. Questo modello così viene definito nel sito che l’Uaar (Unione degli atei e degli agnostici razionalisti) ha recentemente realizzato www.verafamiglia.it “Nonostante l’enorme variabilità e diversità presenti nel mondo reale, una comune e popolare immagine della ‘famiglia nucleare’ ritrae una coppia bianca, eterosessuale, sposata, giovane e poco distante per età, con un numero non troppo alto di figli sani che vivono in una casa adeguata. C’è una chiara suddivisione delle responsabilità secondo la quale l’uomo è la fonte di sostentamento principale ed a tempo pieno, ed è la donna che primariamente si prende cura della famiglia ed ha magari un lavoro part-time o occasionale”. Tramite il sito prima citato, l’Uaar intende sostenere la tesi che anche altri modelli di famiglia esistono e devono essere tenuti nella stessa considerazione rispetto al modello che la Chiesa cattolica vorrebbe che fosse l’unico.

Nel sito citato si sostiene, tra l’altro, che “la Famiglia Tradizionale” rappresenta una porzione delle famiglie reali non certo schiacciante, e che nell’ultimo secolo il suo peso è andato sempre più riducendosi a favore di altri modelli di famiglie.

Così si continua : “Quindi se la Famiglia Tradizionale statisticamente non maggioritaria, lo è sempre meno, non è universale, e non è nemmeno ben definita in quanto varia nel tempo, ci sono alternative? Quali sono altri possibili modelli?

Senza cercare rapporti esotici tra persone di sessi non convenzionali, basta aprire gli occhi alla complessità delle famiglie che ci circondano per notare una grande varietà…

Ma le possibilità sono molteplici.

Si possono fare alcuni esempi: coppia eterosessuale, coppia omosessuale (sempre coppie).

Ma ci sono anche una valanga di famiglie unigenitoriali.

Di più: da qualche anno si sta prendendo atto che il numero di persone in una relazione sessuale ed affettiva può anche essere maggiore di due. Sono un gran numero di modelli alternativi di rapporto che vanno collettivamente sotto il nome di poliamoria.

Includono i rapporti a tre, a quattro, la polifedeltà, la poligamia, le relazioni aperte.

Si sbaglierebbe a pensare che tutto questo sia apparso negli ultimi anni. Conclamati poliamoristi erano ad esempio la scrittrice Virginia Woolf, il filosofo Sartre, l’artista Duchamp (modello del film Jules e Jim di Truffault), l’economista Keynes, …

La retorica della distruzione della ‘Vera Famiglia’ e delle catastrofiche conseguenze che ne deriverebbero pervade il linguaggio religioso e molta parte di quello politico, almeno in Italia. Ma è davvero così?

Dove la ‘Vera Famiglia’ è in declino, le cose davvero vanno a rotoli?

Ci sono ottimi motivi per pensare, anche senza andare a guardare le statistiche in dettaglio, che si tratti di un argomento del tipo ‘slippery slope’ completamente infondato…

Ma le evidenze statistiche e la ricerca scientifica non supportano affatto questo quadro tetro. La più grande associazione di antropologi americani ha ad esempio rilasciato la seguente dichiarazione:

‘I risultati di oltre un secolo di ricerca antropologica sui gruppi domestici, le relazioni di parentela, e le famiglie, attraverso le culture e nel tempo, non forniscono alcun sostegno per il punto di vista che la civiltà o un ordine sociale sostenibile dipendano dal matrimonio come un’istituzione esclusivamente eterosessuale. Piuttosto, la ricerca antropologica supporta la conclusione che una vasta gamma di tipi di famiglia, comprese le famiglie costruite su coppie dello stesso sesso, possono contribuire a società stabili e umane’

Anche la Psicologia non ha trovato, nella variabilità strutturale delle famiglie, un criterio di discrimine:

‘Le famiglie sono molto più differenziate nella loro struttura rispetto al passato, ma tutte le famiglie hanno punti di forza. La chiave è che alcune famiglie lavorano in modo più efficiente o con minor conflitto.

Queste famiglie hanno tipicamente alcune caratteristiche comuni. In primo luogo, le famiglie che funzionano hanno trovato un buon equilibrio tra struttura e flessibilità.

In secondo luogo, queste famiglie sono positivamente coinvolte negli aspetti dello sviluppo della vita dei propri figli a scuola e nella comunità.

In terzo luogo, le famiglie che funzionano usano anche tecniche di comunicazione efficaci, le strategie genitoriali appropriate, preziosi capacità di problem-solving’.

Nessuna di queste caratteristiche delle famiglie che funzionano richiedono che ci siano due genitori di sesso opposto uniti da vincolo matrimoniale religioso.

Da un punto di vista laico e liberale, ovviamente, l’onere della prova sta a chi intende mostrare che diversi modelli di famiglia sono da escludere perché, in qualche senso, pericolosi.

Tuttavia le obiezioni che si sentono a questi modelli alternativi sono puramente dogmatiche e basate su una non meglio precisata tradizione.

I risultati della ricerca scientifica però raccontano una storia diversa, in particolare per alcuni tipi di alternative, più studiati degli altri…”.

Sarebbe opportuno che tutti i cattolici visitassero il sito www.verafamiglia.it. Comprenderebbero che quanto sostengono i vertici della Chiesa cattolica a proposito del modello unico di famiglia è totalmente infondato. E, pertanto, io spero che il sito in questione sia pubblicizzato il più possibile e che sia utilizzato da un numero considerevole di visitatori.

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