Cosa fare per contrastare la disoccupazione giovanile

Gustavo Piga è uno dei pochi economisti italiani che sostiene la necessità, per contrastare la crisi economica, di non fare affidamento ad un rigore fiscale eccessivo, che potrebbe essere addirittura controproducente. Recentemente ha formulato alcune proposte per ridurre la disoccupazione giovanile che, com’è noto, rappresentata uno degli aspetti più gravi dell’attuale crisi.

Piga si è innanzitutto fatto promotore di un “appello per un nuovo Rinascimento guidato dai giovani”, che può ancora essere sostenuto inviando una mail a gustavo.piga@uniroma2.it. Questo appello sarà inviato al Presidente del Consiglio.

Quali sono le richieste contenute nell’appello?

Il testo dell’appello così inizia: “Chiediamo al Governo che destini l’1% del Prodotto Interno Lordo di ogni anno finanziario del prossimo triennio, 16 miliardi di euro, senza addizionali manovre fiscali – come permesso dal Patto fiscale di recente approvazione dato lo stato di recessione della nostra economia – ad un Piano per il Rinascimento delle Infrastrutture Italiane che veda occupati ogni anno 1.000.000 di giovani ad uno stipendio di 1.000 euro mensili, con contratto non rinnovabile di 2 anni, al servizio del nostro Patrimonio artistico, ambientale, culturale e a quelle iniziative della Pubblica Amministrazione che siano volte a rafforzare il nostro sistema produttivo nazionale riducendo barriere e ostacoli che si frappongono allo sviluppo di idee, progetti e, domani, di imprenditorialità”.

L’appello così prosegue: “Il tasso di disoccupazione giovanile nazionale, con l’avanzare della recessione globale, è tornato ai livelli attorno al 30% dell’inizio del secolo. Il rischio terribile che si annida nella mancanza di opportunità quando si è giovani è quello del cadere nella disperazione, nell’indifferenza e infine nell’abbandono di ogni nuova opportunità, facendo sfiorire il potenziale di rinascita italiana.

Al contempo, le infrastrutture sociali, fisiche e immateriali del nostro Paese languono in attesa di essere rivalorizzate, mantenute, riscoperte, protette. Altre ancora sono in attesa da troppo tempo di nascere per aiutare l’Italia nel far fronte alle opportunità ed alla sfida di un mondo più globalizzato, per supportare le imprese, specie le più piccole e le più dinamiche, nel loro percorso competitivo di investimenti, innovazione, invenzione.

Queste due malattie del nostro tempo di crisi possono trovare in Italia una soluzione che riconcili i nostri governanti e le nostre istituzioni con le risorse più giovani e volenterose del Paese, al contempo stimolando la crescita economica necessaria per contribuire ad uscire dalla crisi e preservando la forza delle nostre istituzioni europee”.

Inoltre nel suo sito www.gustavopiga.it ha inserito un post dal titolo emblematico “Contro la disoccupazione giovanile, che c’è, eccome”.

Piga, dopo aver preso in esame le dimensioni notevoli che assume il fenomeno della disoccupazione giovanile in Italia, così conclude “Politiche economiche più espansive e supporto ad un servizio civile per i giovani ben finanziato, temporaneo e ben amministrato (come richiesto nel nostro appello che si chiude domenica prossima) possono non solo essere la miglior cura contro il mercato informale e nero, ma anche la svolta per ridare la speranza ai tanti scoraggiati, un aggettivo che possiamo e dobbiamo cancellare dal lessico nazionale”.

Io sono pienamente d’accordo con quanto sostenuto da Piga. La disoccupazione giovanile in Italia ha ormai raggiunto un livello più che preoccupante. E per ottenere, come necessario, una sua consistente riduzione non si possono attendere gli effetti di alcune riforme strutturali, quali ad esempio quella relativa al mercato del lavoro, in quanto tali effetti, se si manifesteranno poi – non è scontato –, si verificheranno nel medio-lungo periodo. Invece è indispensabile promuovere interventi che contribuiscano a diminuire la disoccupazione giovanile nel breve periodo, entro pochi mesi. E’ possibile farlo. Lo si deve fare. E le proposte di Piga possono essere, a tale proposito, efficaci. Si attendono risposte dal Governo.

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