Il Vaticano e la mafia

Nell’inchiesta e nella sentenza relative all’omicidio di Roberto Calvi è emersa la possibilità che tra la mafia siciliana e lo Ior (istituto per le opere di religione), facente capo al Vaticano, ci siano stati rapporti, soprattutto di natura finanziaria. Sulla questione ritorna Giorgio Bongiovanni, in un articolo pubblicato su www.antimafiaduemila.com:

“Mi rivolgo ai miei amici e fratelli spirituali cattolici e ai laici simpatizzanti di cardinali, vescovi e dello stesso Santo Padre.

Spesso durante convegni e incontri mi avete udito gridare a squarciagola che il Vaticano è stato condizionato e in parte vinto dalle organizzazioni criminali, Cosa Nostra in primis.

Alla luce di una inchiesta pubblicata su www.repubblica.it, a firma di Viviano e Tonacci, penso di poter affermare che non avevo torto.

Nella sentenza di assoluzione per l’omicidio di Roberto Calvi era imputato fra gli altri il boss di Cosa Nostra Pippo Calò e, per quanto sia una sentenza senza colpevoli, vi è abbastanza materiale per dimostrare matematicamente, grazie al preciso lavoro del pm Tescaroli, che ingenti somme di denaro di provenienza criminale sono transitate presso lo Ior per uscirne riciclate.

Si legge testualmente nella sentenza del 7 maggio 2010: ‘Cosa Nostra impiegava il Banco Ambrosiano e lo Ior come tramite per massicce operazioni i riciclaggio. Il fatto nuovo emerso è che avvenivano quanto meno anche ad opera di Vito Ciancimino (ex sindaco mafioso di Palermo, morto nel 2002, ndr) oltre che di Giuseppe Calò’.

Di come Ciancimino abbia svolto un ruolo centrale nel reimpiego di enormi quantità di soldi sia per suo conto che per quello dei corleonesi aveva testimoniato anche il figlio Massimo sentito nell’ambito dello stesso processo.

Ora mi domando: perché il Papa, Benedetto XVI o un suo vicario designato, non si degnano di rispondere alle rogatorie avanzate dai rappresentanti della giustizia italiana?

Qual è la posizione della Santa Chiesa di fronte ad una sentenza emessa da una Corte di giustizia italiana?

E qual è la reazione dei tanti fedeli di fronte a tali terribili e anche laicamente anticristiche verità?

Grazie a Dio, ed è il caso di dirlo, la Chiesa cattolica non è solo quella invischiata in affari di mafia e riciclaggio, ma è anche quella dei santi missionari del Vangelo come don Ciotti o Padre Zanotelli, ma questo non basta!

Noi fedeli per primi siamo chiamati a chiedere e a pretendere una riforma, una pulizia e una vera e proprio purificazione dei vertici più alti della Chiesa se vogliamo che si presenti pulita e trasparente agli occhi del mondo. Anche perché chi crede sa che potrebbe tornare ‘come un ladro nella notte’ un certo Gesù Cristo e chiedere conto ai ‘mercanti nel tempio’”.

E’ bene precisare innanzitutto che sono tre le rogatorie, cioè le richieste di collaborazione giudiziaria, rivolte al Vaticano da magistrati italiani. Due sono finalizzare a ricostruire con precisione i flussi finanziari verificatisi tra la mafia e lo Ior ed una tendente ad accertare se e quando due lettere scritte a macchina da Calvi, pochi giorni prima di morire, siano state ricevute dai destinatari, e cioè Papa Giovanni Paolo II e il cardinale Pietro Palazzini, all’epoca prefetto  della Santa Congregazione delle cause dei Santi. Io credo che le richieste di Bongiovanni siano pienamente giustificate. E’ doveroso che il Vaticano risponda alle rogatorie ed anche che prenda posizione sui contenuti della sentenza citata. Tutti possono commettere degli errori, anche il Vaticano ovviamente. E quindi se, nell’accettare le richieste di Bongiovanni il Vaticano ammettesse, di fatto, di aver compiuto degli errori, ciò non dovrebbe creare alcun timore. La mancanza di trasparenza, il silenzio, invece, potrebbe alimentare sospetti, anche infondati. Non penso, comunque, che il Vaticano accetti quelle richieste. In situazioni diverse, come nei casi di pedofilia di cui si sono resi colpevoli numerosi sacerdoti, il Vaticano ha ammesso le loro colpe solo quando vi è stato costretto. Le vicende relative all’omicidio di Calvi e soprattutto i rapporti tra la mafia siciliana e lo Ior ormai non destano più grande interesse ed è più che probabile che il Vaticano continui a tacere.

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